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casa di lav vasto21 aprile 2016 - Riceviamo e volentieri pubblichiamo il lavoro di Lucio Di Blasio, funzionario giuridico-pedagogico della Casa Lavoro di Vasto. Si tratta di un elaborato il cui “scopo principale afferma l’autore - è, da un lato, il tentativo di far riconoscere la ricchezza e I'importanza proveniente dall'esperienza quando si tratta di vicende umane, dall'altro ribadire il valore fondamentale della dignità dell'essere umano, in qualsiasi contesto si trovi a vivere.”
La decisione di riflettere sulla realtà della Casa Lavoro, attraverso fonti tanto esperenziali quanto culturali, è frutto del coinvolgimento professionale dell’autore e di una riflessione costante. Il lavoro si basa essenzialmente su una capacità di osservazione e quindi di astrazione teorica in cui non sono estranei spunti di critica al complessivo sistema, mai sufficientemente dibattuto, delle misure di sicurezza detentive all’interno del sistema penale.
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libroPapa3 febbraio 2016 - "Ero in carcere e siete venuti a trovarmi"  è il nuovo volume di Papa Francesco, edito dalla Libreria editrice vaticana di sussidio al Giubileo Straordinario della Misericordia. Il libro, curato da Lucio Coco, affronta il tema del perdono dei detenuti.
Papa Francesco "ha incontrato otto volte i detenuti in carceri italiane e straniere. In questo modo egli si fa continuatore della tradizione, ripresa dopo circa novant’anni di interruzione, da Giovanni XXIII con la sua storica visita ai reclusi di Regina Coeli il 26 settembre 1958.

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transgender123 dicembre 2014 - E' Gabrielli Celli l'autore di questo testo che affronta un tema complesso e delicato come quello della gestione dei transgender in carcere. Celli è un ispettore di Polizia Penitenziaria di lunga esperienza, attualmente lavora presso la Casa circondariale di Rimini. Ed è proprio in questa sede che ha condotto la sua ricerca sul campo. "La gestione dei detenuti transgender è differenziata rispetto agli altri - ci dice l'Ispettore - perchè sono portatori di bisogni e attenzione specifiche. Lo strumento adottato per la ricerca - continua l'autore -  è stato il questionario, chiave di volta che ci ha permesso l'apertura a questo mondo misconosciuto e evidenziato le difficoltà operative quotidiane. L'analisi dei dati statistici della popolazione detenuta transgender transitata nel carcere di Rimini ne sottolinea le caratteristiche socio-demografiche e giuiridche. I riferimenti normativi facilitano la comprensione del funzionamento dell'organizzazione penitenziaria ai non addetti ai lavoro. Per la prima volta un intero istituto da voce alla propria esperienza e competenza professionale per contribuire alla conoscenza scientifica." E il Vice Capo Vicario dell'Amministrazione penitenziaria Luigi Pagano nell'introduzione si augura che il lavoro si trasformi in un manuale d'uso, uno strumento di lavoro...

 

Il testo ha anche una versione in inglese

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visti da dentro14 maggio 2015 - Un vecchio contadino fratricida, uno straniero che ha ucciso per gelosia, un agente segreto e un camorrista: sono i protagonisti delle quattro storie raccolte dall'autore, educatore penitenziario, dentro le mura del carcere di Alessandria. "Visti da dentro", con gli occhi di chi scrive, i carcerati sono restituiti alla loro dignità di persone e costringono tutti, oltre ogni facile giustizialismo, a riflettere sul dramma della libertà e della condizione umana, davanti all'eterna e quotidiana scelta tra bene e male.

 

 


Titolo Visti da dentro

Autore Bellotti Paolo
Dati 2015, 160 p., brossura
Prezzo di copertina € 13,00)  
Editore Itaca (Castel Bolognese)
Collana Storie di vita 
 

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giardino cemento armatoVentisei racconti dal carcere scritti da persone diverse per sesso, età, provenienza, reati compiuti, ma che insieme somigliano alla sceneggiatura di un film-verità a episodi. E ogni episodio è una pagina di vita. Ventisei storie che conducono in un’Italia sfregiata dalla criminalità organizzata, dove i bambini vengono allevati a pane e delinquenza, all’assenza di valori. A volte il racconto trasporta più lontano, in Paesi devastati. Come in Siria, al fianco di una giovane in fuga dalla guerra e dal disprezzo per il genere femminile, trasformato in violenza atroce. O in Somalia, dove un bambino-soldato racconta i brutali metodi di reclutamento. Dalla vita “fuori” a quella “dentro” per inoltrarsi nella realtà carceraria, luogo di cognomi urlati, di rituali uguali dalla notte dei tempi, di regolamenti di conti, di suicidi, di Tv sempre accese, di odori nauseabondi, di cortili per l’ora d’aria, di file alle docce, di sudore e di sangue. Dove convivono persone che hanno commesso ogni genere di delitti ma solo una parte di loro ha “diritto”, per una legge non scritta tra detenuti, a un supplemento di pena fatto di botte e sevizie. Luogo dove si può diventare pazzi. Di solitudine nel caos. Dove il pensiero della libertà può diventare un’ossessione, al punto di averne paura. Ma anche di rinascita “Migliorerò, riuscirò e mi rialzerò. Voglio fortissimamente voglio”. Ventisei racconti dal carcere, i migliori selezionati per il Premio Goliarda Sapienza 2014. Le introduzioni sono di ventisei grandi scrittori. Si leggono d’un fiato. Al momento di andare in stampa non sappiamo chi saranno i vincitori, ma più ci s’inoltra nella lettura e più ci si accorge che ciascuno ha una sua unicità, degna di un premio.

Il giardino di cemento armato
Racconti dal carcere
A cura di Antonella Bolelli Ferrera 
Pagg. 388
Anno 2014
Prezzo € 12,00  

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copertina il tarlo e la quercia Dal 12 marzo 2015 in libreria e online il nuovo libro di Teresa Tringali e Felicia Cataldi  "Il Tarlo e la Quercia. Strategie di cura del pedofilo" - edizione Psiconline. Il libro nasce da un’esperienza concreta, è infatti il frutto di un lavoro conoscitivo e terapeutico con gruppi di detenuti autori di reati sessuali contro minori, in corso ormai da cinque anni, presso la Casa Circondariale di Siracusa, ed ha l’obiettivo, rivolgendosi a tutti e quindi non solo al lettore professionalmente interessato a questa tematica, di affrontare ed analizzare in modo innovativo, una delle più controverse e spinose problematiche che l’umanità si è trovata a fronteggiare: la pedofilia.
Esso vuole divulgare la grande quantità di dati raccolti, che mettono in luce significative costanti collegabili al fenomeno della pedofilia, testimoniare la reale possibilità di una trasformazione dei meccanismi mentali, tipici dello stile di pensiero del pedofilo e, quindi, incoraggiare la riflessione sulla necessità di un trattamento che, pur senza la pretesa di rappresentare una soluzione unica al problema, può certamente incidere su questa forma di devianza sessuale, attenuando l’alto rischio di recidiva ad essa connesso.
 Inoltre, la descrizione dettagliata del processo nel suo divenire può fornire al lettore una chiave per la comprensione, sul piano psicologico, di una devianza tanto diffusa e stratificata nelle varie classi sociali, quanto sommersa ed oscura.
Nella sua prefazione al testo Don Fortunato Di Noto presidente di Meter onlus a tutela dell’infanzia definisce la pedofilia: “…un fenomeno ad alto impatto emotivo, che ingenera notevole allarme sociale. Essa suscita diverse e contrastanti emozioni che vanno dall’incredulità all’indignazione, alla paura, al ribrezzo verso gli autori di tale forma di perversione e di violenza sessuale, e, attraverso lo stigma, determina la rimozione dalla coscienza collettiva di una problematica così angosciante, complessa ed articolata. Tuttavia – prosegue – in un approccio globale di prevenzione e protezione delle vittime, oltre alla cura ed al trattamento del minore, occorre intervenire, parallelamente, sull’abusante e sulla relazione deviante che lo lega alla “vittima”, caratterizzata e sostenuta da un flusso inarrestabile di impulsi, fantasie e pensieri, orientati ad avere contatti sessuali con bambini. Solo ed esclusivamente attraverso un trattamento specifico, che bersagli gli schemi di pensiero disfunzionali, i meccanismi che preservano l’abusante dalla percezione della distruttività dei propri impulsi perversi, è possibile diminuire il rischio di reiterazione dei comportamenti di abuso”
Perché Il tarlo e la quercia? Il pedofilo rimanda all’immagine della quercia, albero dalla struttura nodosa, pesante e dura, per la corazza impenetrabile che si è costruito nel tempo. Le sue fantasie devianti sul minore, il desiderio martellante di sopraffazione, richiamano l’azione corrosiva del tarlo. Ma attraverso la terapia un nuovo tarlo si insinua: il rimorso, la vergogna, l’immedesimazione nell’altro, la coscienza.
Il libro è la descrizione di un processo di cambiamento, attraverso la riflessione retrospettiva dei suoi protagonisti. Questi, divenuti consapevoli della loro devianza e del bisogno di aiuto, si sono messi a nudo, hanno scavato nella loro interiorità, per comprendere e far comprendere i propri meccanismi mentali, a vantaggio della ricerca e della possibilità di cura.

“Le autrici descrivono con precisione un’esperienza terapeutica di un gruppo di pedofili all’interno del carcere di Siracusa, dimostrando come la detenzione possa essere, oltre che un periodo di espiazione, un’occasione per questi soggetti di confrontarsi con il proprio problema e cercare di risolverlo in modo da tornare in società e non ripetere il comportamento perverso. Le autrici espongono con passione e impegno le varie fasi del percorso terapeutico e, a seguito di una profonda riflessione ed elaborazione, mettono a punto un metodo di lavoro, un modello di trattamento che, in quanto tale, può essere comunicato, trasmesso e riproposto in altri contesti”
Prof. Maurizio Guarneri Psicoanalista Spi, Docente dell’Istituto di Psicoanalisi di Gruppo di Palermo

“Il tarlo e la quercia racconta, in maniera originale e fedele, i vissuti di persone che, attraverso un percorso di terapia di gruppo, affrontano la difficoltà di uscire dal tunnel della devianza sessuale. L’aver mantenuto intatto, genuino, il racconto dei protagonisti, rende questo testo un piccolo gioiello di testimonianza; attraverso la compenetrazione nei passaggi più significativi, cogliamo appieno il percorso di cambiamento affrontato dai protagonisti, una via crucis di redenzione che li porta a chiedere a gran voce aiuto anche al termine dell’esperienza carceraria.”
Dottoressa Paola Iacono Direttore F.F.N.P.I.A. ASP Siracusa

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in edicola dal 5 novembre

31 ottobre 2014 - Le donne sono una percentuale minoritaria dell’intera popolazione detenuta italiana, appena il 4%.Questa loro scarsa presenza, invece di rappresentare la garanzia di maggiori opportunità e miglior gestione degli istituti che le ospitano, si traduce troppo spesso in invisibilità e irrilevanza, e porta con sé una omologazione all’immagine della detenzione maschile che cancella ogni differenza di genere e ogni analisi che la includa e la comprenda. Questo libro si basa su interviste a donne detenute nelle sezioni femminili delle carceri di Sollicciano, Empoli e Pisa, e nasce dal desiderio di indagare la soggettività delle donne detenute e dare ad esse voce, senza assecondare visioni «patologizzanti» del reato al femminile né facili stereotipi sulla «debolezza» delle donne detenute. Al contrario, lo sforzo è di rintracciare nelle loro biografie, nelle loro autoriflessioni e valutazioni due diverse «mappe»: quella delle sofferenze, dei fattori di stress e dei momenti critici indotti dalla carcerazione, da un lato; e dall’altro, quella delle risorse, delle strategie personali, in una parola della forza e dei fattori di tenuta, resistenza e resilienza, che consente loro non solo di «tenere» durante la detenzione, ma anche, nonostante tutto, di apprendere e immaginare un futuro.
 Le autrici compiono un’analisi critica dell’istituzione carcere che guarda a possibili trasformazioni: pur consapevoli dell’irrisolvibile, ontologica sofferenza inflitta dalla detenzione, le ricercatrici si muovono nel solco di un «riformismo disincantato», volto a contrastare la quota di «sofferenza aggiuntiva», inutile e ingiusta, basata su un insufficiente riconoscimento di diritti umani e civili inalienabili. Con l’obiettivo di promuovere una cultura e una prassi che supportino – invece che limitare o osteggiare – le strategie di «tenuta» che la differenza femminile mette in campo.

Autore: Susanna Ronconi e Grazia Zuffa

Edizioni: Ediesse
Pagine : n.  320
Prezzo: 16 euro

 

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calendario-di-poesie-e-fotografieProvate a pensare, cari Lettori, quando si chiude una porta, quando dietro di sé si sente chiudere una porta e non si sa quando si riaprirà. Pensate a che cosa si può provare al tonfo che fa un portone chiudendosi alle spalle, al rumore che fa una chiave che gira in una serratura definendo una interruzione di rapporti. Pensate a finestre che hanno sbarre davanti, finestre che anche aperte non allargano l’orizzonte, ma che danno sul cemento. Porte e finestre che interrompono la comunicazione anziché aprirsi a nuove relazioni. Sono le porte e le finestre delle nostre carceri.
Allora capirete come questo piccolo calendario possa diventare per le persone detenute porta e finestra per raggiungere “l’esterno”, per comunicare ancora con la società.
Da molti anni, sono ormai una quindicina, i partecipanti al Laboratorio di Scrittura Creativa – che vive da venti anni nel carcere di Milano-Opera – affidano ai fogli di un calendario il compito di ristabilire una comunicazione interrotta, per giungere alla mente e al cuore degli “altri”.
Durante tutto l’anno, a ogni incontro, in Laboratorio si scrivono poesie per raggiungere prima di tutto se stessi, la profondità del proprio sentire – talvolta celata da strati di non consuetudine ad ascoltarsi – e poi per condividere pensieri ed emozioni con i compagni. La comunicazione è intensa – mai banale – il sentire forte, la conoscenza reciproca profonda, come solo la poesia, forse, permette.
Poi a un certo punto dell’anno si comincia a pensare al Calendario, questo personaggio con la C maiuscola, che veicolerà verso la società esterna la voce, talvolta il grido, della persona detenuta: “Ci sono anche io, posso produrre bellezza... Non dimenticarmi!”.
E poi: che piacere offrire ai propri familiari, alle persone a cui si vuole bene, un prodotto “bello” come questo calendario di poesie e immagini – grazie ancora una volta Margherita! E che speranza quella di incontrare nelle persone esterne, sconosciute, volti pronti ad ascoltare, a rimettere in gioco i propri pensieri, al di là di ogni pregiudizio, per riconoscerci tutti persone in cammino.
Silvana Ceruti

titolo Calendario di Poesie e Fotografie 2015
sottotitolo Porte e Finestre
autore Margherita Lazzati
Laboratorio di lettura e scrittura creativa 
editore La Vita Felice 
formato  Libri 
genere Varia Poesia 
collana Varia Poesia 
pagine 16 
pubblicazione 2014 
ISBN/EAN 9788877996497

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quelli che restano30 ottobre 2014 - Presentazione del libro “Quelli che restano” di Paola Musa, Arkadia editore,  mercoledì 5 novembre presso il Museo criminologico di Roma in Via del Gonfalone,8 alle ore 17. Intervengono, oltre all’autrice, Daria Galateria - docente La Sapienza - scrittrice, autrice del libro "Scritti galeotti - narratori in catene dal Settecento a oggi"; Antonella Bolelli Ferrera - giornalista e scrittrice, autrice del Premio Letterario "Goliarda Sapienza" rivolto ai detenuti www.raccontidalcarcere.it ; Roberta Calzuola - Ispettrice di Polizia Penitenziaria - Rebibbia femminile.  Coordina Assunta Borzacchiello – direttore Ufficio stampa e relazioni esterne DAP-  letture dell'attice Tiziana Sensi e accompagnamento musicale di Daniele Cordisco.

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