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TERRA TERRA MASTER HD6 marzo 2017 - Anteprima del documentario nella Casa Circondariale Femminile di Roma Rebibbia per l’8 marzo, festa internazionale della donna 

Siamo sicure che le donne recluse abbiano pari dignità sociale degli uomini?
Lo spazio nei media a loro destinato è sicuramente minore e non perché le detenute non producano al pari degli uomini così tante opere di valore in tutti i campi.
Per questo non è casuale che l’8 marzo, per la festa internazionale della donna, intorno TERRA TERRA, un documentario, ancora inedito, realizzato dalle donne di Rebibbia femminile, si sia fortemente voluto creare un piccolo evento.


Una proiezione al mattino nel teatro della Casa Circondariale Femminile di Rebibbia a Roma alla presenza delle detenute che hanno partecipato alle riprese, ma anche di ospiti esterni, fra i quali lo scrittore Marco Lodoli e il Garante dei diritti dei detenuti del Lazio, Stefano Anastasia, e una proiezione pomeridiana, sempre a Roma,  nel MAXXI, museo nazionale delle arti del XXI secolo, con la direttrice della CCF Ida Del Grosso a presentare al pubblico in sala il documentario.
TERRA TERRA, realizzato dalla docente di scuola carceraria  e filmmaker Giulia Merenda, per il CPIA 1 di Roma (Centro provinciale istruzione adulti), con il supporto di Arsial Regione Lazio, è un documentario puro: se per la Costituzione italiana la pena non deve essere afflittiva ma rieducativa, la rieducazione, che passa attraverso questo progetto didattico e formativo, è testimoniata da elementi essenziali: toccare la terra, dare il latte a un agnello, cimentarsi in un esperimento scientifico e intanto attraverso la poesia imparare l’Italiano.
Un progetto sperimentale può diventare così un modello in l’Italia e all’estero per le scuole carcerarie e gli istituti di pena con aziende agricole.
Con semplicità, “terra terra”, il tempo del carcere, della scuola e dell’azienda agricola rivela il ciclo della natura- con un campo di grano rubato alla casa circondariale!- e spinge, a volte con gioia, le donne di Rebibbia a rielaborare la loro storia, libere dagli stereotipi dell’immaginario mediatico sul carcere, sempre irrimediabilmente tragico, che ha finito per rappresentare solo così la popolazione detenuta.
TERRA TERRA e' il primo "prodotto" di un percorso continuativo all'interno degli istituti penitenziari di Roma voluto dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (Miur) che ha visto nel 2016 anche la produzione di uno spot realizzato con il DGM dalle ragazze minori dell’Istituto di Pena “Casal del Marmo”, che verrà proiettato l’8 marzo prima del documentario, oltre che di una graphic novel, prossima alla pubblicazione, disegnata dai detenuti di Regina Coeli con l’illustratore Luca Ralli, e che vedrà per il 2017 le detenute impegnate con il progetto SALVIAMO LA FACCIA, del dipartimento per le Pari Opportunità della presidenza del Consiglio dei ministri, sempre con il CPIA 1 di Roma e l’associazione “Ossigeno per l’Informazione”.
Al via dunque con “Salviamo la Faccia” una serie di iniziative che si svolgeranno nell’Istituto di Pena femminile di Rebibbia ma anche nella sezione delle transessuali della Casa Circondariale Nuovo Complesso di Rebibbia: una formazione con esperti di empowerment femminile, un laboratorio teatrale, laboratori di scrittura creativa per la realizzazione stavolta di uno spot campagna pubblicità progresso contro la violenza di genere, e un laboratorio di erboristeria, ideato come start up per la produzione di prodotti di medicina naturale e cosmesi –salviamo la faccia in tutti i sensi!-
Ultimo ma non ultimo, grazie a “Salviamo la Faccia” si inaugura con l’anteprima di TERRA TERRA l’8 marzo una nuova sala cinematografica nel teatro di Rebibbia Femminile, che così avrà una doppia funzione, grazie al coinvolgimento della Fondazione Cinema per Roma, nell’ambito di CityFest, il programma di attività annuali voluto dalla presidente della Fondazione Piera Detassis, con l’obiettivo di diffondere la cultura cinematografica in tutta la Capitale, in concorso con le più importanti realtà del territorio. La sinergia proseguirà nei prossimi mesi anche con la messa a punto di specifici eventi dedicati alle donne recluse e ai loro figli, in collaborazione con Alice nella città, che si occupa di cinema per ragazzi. 
Giulia Merenda

LA LOCANDINA


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