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orto sociale14 febbraio 2018 - Siglato il 18 gennaio un protocollo d'intesa tra il Prap dell'Emilia Romagna e Marche e l'Assessorato all'Agricoltura della Regione Marche. L'accordo ha una genesi che risale all’anno 2011, quando venne firmato il primo protocollo, scaduto a fine 2013, grazie al quale furono avviate le attività di agricoltura sociale presso l’Istituto a custodia attenuata di Ancona ‘Barcaglione’ e la ex Casa Mandamentale di Macerata Feltria (PU). Il connubio agricoltura e persone detenute, apparso inizialmente una sfida, ha dato come primo esito il progetto "l‘Orto sociale", realizzato nell’istituto penitenziario di Ancona ‘Barcaglione’.


Tale progetto si sviluppa grazie alla collaborazione congiunta tra l’ASSAM (Agenzia Servizi Settore Agroalimentare Marche) e la Federazione Regionale Pensionati della Coldiretti, a cui si è affiancato il Garante dei Diritti di adulti e bambini delle Marche che ha contribuito con un finanziamento ad hoc.
Attraverso azioni di concerto, quali la formazione all’utilizzo di mezzi agricoli e l’affiancamento di esperti, è stato supportato il lavoro di oltre 150 detenuti avvicendatisi in tre anni nella coltivazione di un orto, realizzato su 2.500 mq di terreno situato all’interno del muro di cinta, irrigato con acque piovane dei tetti e dei piazzali dell’istituto, convogliate in un invaso artificiale.
I detenuti coinvolti delle quattro sezioni a custodia attenuata di Ancona ‘Barcaglione’ hanno prodotto più di 30 quintali all’anno di frutta e verdura, distribuita gratuitamente a tutta la popolazione detenuta ivi ristretta.
La sfida, quindi, è stata vinta ma continua ad essere una prerogativa su cui le due Amministrazioni regionali hanno voluto proseguire a dirigere i loro sforzi ed interessi,  firmando così il secondo protocollo d’intesa, valido fino al 2020.
Il protocollo d’intesa interpreta, nella premessa, le finalità sostenute istituzionalmente al fine di un dignitoso riscatto sociale dei detenuti poiché “la realtà agricola presenta caratteristiche che sono diventate una vera e propria risorsa per le politiche di inclusione e di assistenza. L’agricoltura può erogare infatti, oltre ai propri prodotti, anche servizi relazionali e sociali che possono contribuire a migliorare la qualità della vita delle persone sottoposte ad esecuzione penale.
Il trattamento rieducativo e la responsabilizzazione delle persone detenute trovano maggiore incentivo in un impegno lavorativo quale quello agricolo, in cui il detenuto ha un rapporto diretto con il “prodotto” del proprio lavoro e la verifica del risultato è immediata”.
I luoghi di supporto e formazione ed i relativi campi di intervento individuati dal monitoraggio congiunto realizzato dalle Parti, sono:
-    Istituto a custodia attenuata di Ancona ‘Barcaglione’, per la formazione inerente la gestione dell’oliveto, l’utilizzo di mezzi agricoli (operatore di macchine agricole), le attività di orticoltura, vivaismo e la produzione di birra artigianale;
-    Casa Circondariale di Ancona ‘Montacuto’, per il supporto alla realizzazione di un vigneto “didattico” e la formazione per la sua gestione;
-    Casa Circondariale di Ascoli Piceno, per la formazione ed il supporto in frutticoltura, olivicoltura e orticoltura.
(Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria dell’Emilia Romagna e delle Marche)

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