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teatro maschere9 maggio 2018 - Venerd' 4 maggio, nel carcere femminile di Pozzuoli è andato in scena "...come fenici felici",  spettacolo teatrale delle donne detenute realizzato nell'ambito del progetto "Araba Felice" dell'Officina Teatro dentro della Scuola in carcere. Emozioni intense, forti, hanno catturato l’attenzione dei presenti. Il loro applauso, durato minuti interminabili, è stato rivolto alle 19 donne,

protagoniste sulla scena ma, soprattutto, protagoniste della loro vita, sofferta, dolorosa ma vista, oggi, con uno sguardo nuovo, fiducioso e con il desiderio di una nuova rinascita.

Lo spettacolo
“...come fenici felici”, si snoda in otto scene potenti attraverso le voci e i gesti delle donne recluse, un pugno al cuore sulle ali della musica.
Se altrove le pause sembrano sospendere la narrazione, in questo spettacolo, intense ed evocative, assumono più significato le parole.
Per ogni silenzio, oggi si celebra un rito: le donne sanno dire e sanno tacere. Sanno resistere tutte assieme, in tante, come raramente accade in un luogo di reclusione.
Al centro della narrazione soprattutto le storie di passati di sconfitta e di futuri di riscatto.

L’idea
Lo spettacolo teatrale è la conclusione di un progetto che da novembre ha avuto come protagonista il mito antichissimo dell’Araba Fenice che ogni civiltà ha ripreso e fatto proprio.
E’ stato Jung a trovare un legame netto tra la Fenice e l’uomo: risorgere dalla morte come possibilità di rinascita dopo un fallimento.
In carcere, resistere non è un’inazione, ma è forma vitale di combattimento: invincibile premessa di vittoria. Le donne, momentaneamente recluse a Pozzuoli, hanno vissuto o stanno vivendo una lenta, graduale conquista della consapevolezza di essere oggi, dopo la Caduta, ma soprattutto di poter essere domani.
Hanno cominciato ad imparare le coniugazioni. Al tempo Futuro.
Perchè una strada c’è. C’è sempre.

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