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scacchi22 agosto 2018 - Richiedono poco spazio e molto tempo libero: gli scacchi sono un gioco (o uno sport) ideale per il carcere e non certo solo per tali “qualità” ma per caratteristiche che li distinguono anche da altre competizioni da tavolo. Giocare in maniera costante allena a controllare l’impulsività, a riflettere sulle conseguenze delle proprie azioni ed insegna a raggiungere gli obiettivi rispettando le regole, senza prevaricazioni o scorciatoie.

Di questo positivo effetto sul piano pedagogico ne è convinta Martha Lorena Fierro Baquero console dell’Ecuador a Genova, ma nota al popolo internazionale degli scacchisti (oltre un miliardo nel mondo) come medaglia d’oro ai Giochi della Mente di Pechino 2008, vicepresidente della FIDE (Fédération Internationale des Échecs) e componente dell’Accademia internazionale degli scacchi.

In collaborazione con le direzioni degli istituti di Genova Marassi e di Genova Pontedecimo,la diplomatica ha organizzato corsi destinati ai detenuti delle sezioni maschili e femminile, tenuti da un gruppo di giovani maestri. Nella giornata conclusiva, in programma domani nell’istituto di Pontedecimo, sarà la stessa Martha Fierro a sfidare in simultanea i corsisti.

“L’esperienza è stata di grande beneficio- ha dichiarato la console – sia per il Consolato che per i detenuti che vi hanno preso parte. Essendo denominati “lo sport-scienza”, gli scacchi aiutano a migliorare l’autocontrollo, a pensare sempre quale sia la migliore mossa, quali siano benefici e svantaggi di ogni decisione e ad agire quando abbiamo la sicurezza di avere dei buoni risultati. Questo calcolo della miglior decisione, lo possiamo replicare anche nella nostra vita quotidiana. Il rispetto delle norme nello scacchi è fondamentale, tant’è che la prima regola nello scacchi è stringersi la mano sia all’inizio che alla fine della partita, quindi, il rispetto, il pensare, la strategia, analizzare, cercare obbiettivi, sono valori che si possono rafforzare con gli scacchi e che crediamo siano stati rafforzati nelle persone detenute attraverso questo corso”.

Già come componente dell’Accademia internazionale degli scacchi Martha Fierro è stata sponsor di un’iniziativa analoga nel carcere di Spoleto, dove ha organizzato un incontro tra una squadra di detenuti, adeguatamente formata, e la campionessa italiana in carica.

Il progetto realizzato a Genova ha assunto però una ulteriore valenza educativa. Infatti il Consolato ha formato una squadra di dodici insegnanti,  riconosciuti dalla FIDE, costituita da studenti universitari ecuadoregni. Oltre che in scuole e caserme si è voluto far entrare i neo – maestri anche in penitenziari  per impartire lezioni ai reclusi, proprio per la funzione educativa che si è ritenuto possa avere per i giovani vedere quali sono le conseguenze di comportamenti contro la legge.

“I corsi di scacchi in carcere si tengono già in altri paesi come Ecuador, Stati Uniti e Spagna, e si sono svolte delle attività simili in altre case circondariali e di reclusione italiane,  sono iniziative che possono essere viste come forma di reinserimento sociale” conclude Martha Fierro che, nell’esprimere soddisfazione per gli esiti del progetto, comunica, anche a nome della FIDE e dell’Accademia Internazionale di Scacchi , l’’interesse ad  avviare analoghe iniziative anche in altri istituti penitenziari italiani. (Corriere Nazionale - 20 agosto 2018)

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