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teatro maschere22 agosto 2018 - Dopo la conferenza tenuta a Segovia in Spagna per il 35mo Congresso dell’Istituto Internazionale del Teatro dell’UNESCO su Etica ed Estetica del Teatro in Carcere un nuovo appuntamento internazionale attende Vito Minoia, studioso di Teatro Educativo all’Università di Urbino, nonché direttore artistico del Teatro Universitario Aenigma e Presidente del Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere (www.teatrocarcere.it). 

 Ancora il Teatro in Carcere costituisce il cuore dell’intervento che sarà divulgato in Russia agli studiosi provenienti da oltre 30 Paesi di cinque continenti, riuniti a Mosca per il XII Congresso dell’Associazione Internazionale del Teatro Universitario dal titolo “Teatro e Università nel XXI secolo” (http://aitucongress.ru/en/) dal 20 al 24 agosto 2018. Il Simposio, che vede il nostro esperto anche tra i membri del Comitato scientifico promotore, è organizzato dall’istituzione statale “Moscow Open Student Theatre”, dall’Università nazionale di Scienza e Tecnologia “MISIS” e dalla Fondazione Russa per lo sviluppo del Teatro Studentesco, oltre che dalla stessa associazione internazionale AITU-IUTA (www.iuta-aitu.org). Un approfondito confronto teorico e pratico attraverso la presentazione di conferenze, spettacoli teatrali, workshops, proiezioni video fornirà lo spunto per approfondire elementi di riflessione su recenti iniziative e approcci innovativi che caratterizzano il teatro universitario e ne ridefiniscono il ruolo, la natura e l’azione nella contemporaneità. 

Ripercorrendo il proprio apprendistato attraverso l’insegnamento del Prof. Claudio Meldolesi, scomparso nel 2009, già Presidente del DAMS di Bologna e - insieme a Emilio Pozzi e lo stesso Minoia - partecipante alla fondazione nel 1996 all’Università di Urbino della Rivista Europea “Catarsi, Teatri delle diversità”, lo studioso urbinate illustrerà la genesi delle riflessioni che in Meldolesi sottendono la promozione di dialoghi interdisciplinari, gli approfondimenti epistemologici, il confronto intorno alle esperienze della contemporaneità per il Teatro d’Interazione Sociale e per il Teatro in Carcere nell’ambito del Teatro tout court. 

Fino ad esporre gli elementi di carattere Educativo e Formativo che contraddistinguono l’esperienza del Teatro Universitario Aenigma nel suo essere paradigmatica, in Italia e a livello internazionale, quando consente attraverso l’azione scenica l’incontro tra Scuola e Carcere. Oltre alla consolidata esperienza di gruppi di studenti universitari che dal 1994 partecipano alla creazione di spettacoli teatrali in carcere (si veda anche il progetto biennale 2018/2019 in progress su “Teatro, Rugby e Carcere” per gli studenti di Pedagogia generale - Prof.ssa Persi - del corso di Scienze Motorie e della Salute a Urbino), un lavoro fortemente innovativo è stato più recentemente sperimentato. Si tratta dei laboratori che a Pesaro hanno consentito a preadolescenti (ragazzi e ragazze tra gli 11 e i 13 anni) di sviluppare un interazione creativa con detenuti e detenute. Esperienze che consentono oggi di riflettere su come il teatro, oltre a determinare un abbattimento della Recidiva in chi lo pratica dietro le sbarre (gli ultimi studi ci riferiscono di una diminuzione dal 65% al 6%) produce prevenzione nei ragazzi che entrando in carcere conoscono persone che non sono l’incarnazione del male ma vivono una dimensione tremenda (la privazione della libertà) che è meglio evitare. Le vivaci intelligenze dei ragazzi ci raccontano di come l’agire espressivo-creativo possa consentire a ciascuno di superare stereotipi e pregiudizi. Agli studiosi riuniti a Mosca sarà mostrato il documentario “Studio sul Pentamerone”, presentato recentemente anche al Festival dei due Mondi di Spoleto, sottotitolato in inglese per l’occasione, sulla recentissima esperienza promossa dal Teatro Universitario Aenigma in collaborazione con il CPIA di Ancona e la Casa Circondariale di Pesaro e la partecipazione, insieme ai detenuti coinvolti, di un gruppo di allievi dell’Istituto Comprensivo Statale Olivieri di Pesaro. Un lavoro, coordinato da Minoia e dai suoi collaboratori all’Ateneo di Urbino, ispirato a Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile per il Progetto nazionale omonimo a cura del CESP (Centro Studi per la Scuola Pubblica).

 

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